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In risposta all'articolo pubblicato sul 'Corriere della Sera' del 18/01/2002: Scala, scene e segreti di un mito Ho Ietto Iarticolo firmato Torno sul Corriere della Sera del 18 gennaio 2002 ed ho provato un profondo disgusto nel vedere sfalsate la storia e la realta storica dei Teatro alla Scala. Si dice che la Scala e stata bombardata, che il tetto e stato ricostruito (chissa da chi e come nel 1944), si allude al concerto tenuto da Hans Weisbach nell'ottobre 1944 e poi al concerto di apertura diretto da Toscanini l11 maggio 1946. Premesso che l'autore dell'arficolo neanche si e degnato di nominare I'artefice della ricostruzione, perche evidentemente persona di secondaria importanza rispetto al teatro, dice poi delle solenni falsita: 1) da del "bugiardo" a Toscanini per la famosa frase dei maestro riportata anche nel libro di Carlo Gatti Il Teatro alla Scala nella storia (1778-1958) Ed.Ricordi a pag.434: "L'acustica e come prima, meglio di prima e, di conseguenza, da la qualifica di incompetenti a tutti i grandi maestri che si sono alternati sul podio dell'orchestra della Scala, da De Sabata, a Furtwangler, a Karajan che spesso hanno usato la Scala anche per le registrazioni discografiche, proprio grazie alla sua acustica. 2) La struttura della Scala non e in cemento armato: questa e una grande menzogna che si continua a ripetere da un po' di tempo (forse per crearsi un alibi per il futuro), ma che non ha riscontro nella realta. Basterebbe che qualcuno si prendesse la briga di rileggere quanto scritto dall'ing. Luigi Lorenzo Secchi nel libro (mai citato) Il teatro alla Scala 1778-1978 ( Electa ed.) a pag.186: a proposito della copertura della sala: ilComando dei Vigili dei Fuoco, giustamente preoccupato di dare alla piu delicata ed importante struttura dei teatro una certa garanzia di incombustibilita, si era irrigidito sull'impiego del cemento armato. A questo si oppose Secchi per ragioni tecniche e di acustica e coadiuvato dal Prof. Lauro esperto di acustica fu scartato l'uso dei cemento armato perche presentava pesanti interrogativi riguardo ai risultati dell'acustica e quindi fu adottatata la struttura in ferro. Per i palchi ed il proscenio (pag. 187) "furono utilizzate quelle travi di larice che molti milanesi ricorderanno di aver visto accatastate intorno all'aiola del monumento di Leonardo da Vinci. 3) L'acustica non dipende dai velluti o meno delle poltrone, ma dalla volta centinata che fu ricostruita tale e quale l'aveva concepita il Píermarini, grazie ad un rilievo fatto dal Secchi nel 1936 a seguito di una lettera giunta al podesta Pesenti che denunciava il pericolo mortale al quale tutte le sere venivano sottoposti gli spettatori e grazie ai frammenti delle centine sfuggite all'incendio conseguente al bombardamento. C'e da sottolineare che in questi anni di voluto degrado dei teatro, la volta e stata manomessa con delle aperture nelle quali collocare i riflettori, senza che nessuno mai sia intervenuto a rilevare la pericolosita e il danno conseguenti a questa manomissione. 4) il palcoscenico a ponti e pannelli mobili costruito nel 1937( chissa da chi) e stato giudicato dall'Arch.Pierluigi Cervellati - chiamato come esperto da Vittorio Sgarbi a compiere una perizia - "un clamoroso impianto, il capolavoro di Secchi, l'opera d'arte che giustifica la sua cinquantennale permanenza alla direzione tecnica dei teatro. Il sottopalco dei Teatro alla Scala di Milano e un'opera d'arte ed appartiene alla cosiddetta "archeologia industriale". A 65 anni dalla sua costruzione continua a rappresentare un momento della tecnica e della meccanica teatrale ed e la parte piu gloriosa ed autentica dei teatro. Evidentemente la relazione suddetta non e stata volutamente divulgata. E si sa che il ripetere una macchina analoga non e molto facile, come dimostrano le difficolta incontrate per la realizzazione dei palcoscenico dell'Arcimboldi che sara in funzione forse tra sei mesi! Perche la Scala e un mito!? Perche ha avuto un profondo significato nella storia, nella cultura e nell'arte non solo italiana, ma europea e mondiale. Volerlo distruggere e modernizzare come si fara e come e stato ribadito dal Soprintendente Fontana su Repubblica" del 17 gennaio 2002: "e stato folle non intervenire sul palcoscenico per 60 anni e il teatro e obsoleto" significa compiere un gesto analogo a quello dei talebani distruttori delle statue di Buddha. Ma e logico che questo avvenga e che nessuno si opponga, perche "pecunia non olet. L . Secchi Tarugi |