Milano 2 agosto 2001

A S.E. Prof. Giuliano Urbani
Ministro per i Beni Ambientali e le Attività Culturali
Via del Collegio Romano 27
00186 Roma


Eccellenza,
mentre La ringrazio vivamente del telegramma di adesione al nostro XIII Convegno Internazionale su Millenarismo ed età dell’oro nel Rinascimento mi permetto farLe presente una situazione che mi sta molto a cuore e di cui non so se Lei sia al corrente.
Si tratta del progetto di ristrutturazione del palcoscenico del Teatro alla Scala che fu progettato e costruito nel 1937 da mio padre, Ing.Luigi Lorenzo Secchi, che fu anche il ricostruttore del Teatro dopo il bombardamento del 1943 e ne fu il Conservatore degli Immobili dal 1932 al 1982.
Dal 1997 ho intrapreso una battaglia per la conservazione del palcoscenico che non ha mai avuto alcun problema di funzionamento, ma che anzi viene ammirato come modello di tecnologia funzionale ed ecologica, come é stato anche sottolineato da una trasmissione di Piero Angela effettuata il 12 dicembre scorso e che a detta anche di grandi scenografi come Pier Luigi Pizzi e Luciano Damiani che hanno dato la loro adesione alla mia iniziativa, ha necessità di revisione, ma non di ristrutturazione.
Mi batto non solo per un motivo affettivo, ma come persona di cultura che teme la distruzione di un teatro unico al mondo che ha valore proprio per la realtà della sua struttura settecentesca che costituisce un richiamo per quanti vogliono assistere a messinscene diverse da quelle “moderne” che possono vedere in altri teatri.
Rendere moderno questo teatro significherebbe alterarne la struttura con delle conseguenze imprevedibili per la statica e l’acustica e sarebbe come mettere un meccanismo al quarzo in un orologio del ‘700.
Grata se ci potrà aiutare a difendere questo monumento dall’assalto della speculazione, Le porgo un deferente saluto.

Luisa Secchi Tarugi
La medesima lettera è stata inviata anche all'Onorevole Vittorio Sgarbi, Sottosegretario del Ministero per i Beni Ambientali e le Attività Culturali