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Lettera pubblicata sul 'Corriere della Sera' del 14/04/2001: TEATRO ALLA SCALA -Un progetto contestato Desidero fare una precisazione, anzi un rettifica circa l'affermazione fatta dal sovrintendente alla Scala Carlo Fontana, in occasione della conferenza stampa per la presentazione dei lavori di ristrutturazione del Teatro alla Scala, cosi' come riportata dal Corriere il 5 aprile scorso. A conclusione del suo discorso, Fontana ha affermato: "E' un progetto questo, che anche il precedente ingegnere del Teatro, Secchi (a cui si deve l'attuale palcoscenico, n.d.r.) approverebbe..". Mi sembra veramente fuori luogo chiamare in causa una persona che non puo' porre obiezioni perche' defunta e che da quando fu chiamata a far parte della Commissione per il progetto di ristrutturazione del palcoscenico (luglio 1991) non fu mai d' accordo ne' con l'idea di mutare la struttura del palcoscenico, ne' con quella di alterare lo spazio scenico che avrebbe compromesso, a suo giudizio, l'acustica e la statica del teatro. E tale problema costitui' per mio padre un assillo continuo che lo angustio' fino al giorno della sua morte (14 febbraio 1992) che lo colse al tavolo da disegno intento a riflettere su un'ipotesi che per lui era del tutto folle e inattuabile. Ci si augurerebbe che almeno fosse rispettata la memoria di chi ha consentito alla Scala di risorgere perfetta nella sua struttura e nella sua acustica "come prima e meglio di prima", secondo quanto affermato dal maestro Arturo Toscanini la sera dell'11 maggio 1946. Luisa Secchi Tarugi |
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